lunedì 17 febbraio 2014

Herbert 14


Herbert
di franco hf cavaleri



Lisa sapeva condurlo, dargli le sensazioni giuste. Fu il modo migliore per distinguere semplici filarini da un rapporto vero. Stava per lei tralasciando tutto il suo mondo e il suo impegno nel movimento e nella politica degli studenti, anche se era proprio il suo modo di agire a interessare Lisa, che l’aveva sempre visto in prima fila, ovunque.
Herbert non se ne stava con le mani in mano e questo l’aveva tenuto impegnato in lavori saltuari, che da un lato gli mettevano in tasca qualche soldino e dall’altra gli avevano permesso di conoscere il mondo fuori della scuola, quello delle fabbriche, della gente che viaggiava ore per tenersi un lavoro, persone che ben avrebbero avuto diritto a qualcosa di meglio dalla vita.
Non era più il ragazzo di pochi anni prima, affascinato dall’idea di girare il mondo in cerca dell’amicizia universale, in moto e con la musica che dettava gli ideali, con addosso l’eskimo, avendo nello zaino l’indispensabile e nulla d’altro che sapesse della vituperata borghesia.
Ora c’era il fermento delle idee sociali, con le assemblee studentesche a scuola e nei movimenti per smantellare i tabù della politica, del sesso, delle convenzioni, con la voglia di aiutare concretamente, correndo da volontario laddove fosse necessario.
Era la dimensione di Herbert, che gli aveva fruttato una convinta accettazione da parte degli altri, coronata dalla presenza di Lisa. Non sarebbero passati molti anni per questi “ultimi sognatori”, prima che arrivassero le manipolazioni che avrebbero disilluso il grande e ingenuo desiderio di cambiare il mondo, di farlo più giusto e più bello, ecologisti in anteprima non solo della natura, ma anche degli uomini e delle donne del nostro mondo.
In quel fermento, nell’ansia di scardinare vecchi pregiudizi e inveterate abitudini, nella voglia di approdare a una nuova società, era facile e spontaneo l’incontro con nuove persone. Una sera Lisa presentò a Herbert una sua nuova conoscenza, Lea, una studentessa che era venuta da fuori a completare gli studi lì da loro, per motivi indecifrati. Non passava inosservata a scuola, sembrava anzi l’icona delle nuove libertà sessuali, disinibita nel vestirsi e nel parlare.
Se il “pubblico” si stava avviando all’omologazione della rivoluzione sognata, non poteva durare neppure con gli affari di cuore, che si erano ben presto messi al brutto.
Era ritornato alla carica il vecchio fidanzato di Lisa, la cercava e la voleva.
Sapeva far leva sui suoi sentimenti.
Un giorno, finita la scuola, Lisa cercò Herbert, gli parlò.
“Non voglio darti un dolore, ma io torno con lui. Vorrei che tu capissi, anche se continuo a volerti bene, lui mi ha convinta. Ecco, ti regalo questa collanina.”
Herbert non era disposto a rinunciare.
“Non ci credo, tu devi restare con me.”
Povera Lisa, fu messa in mezzo, non seppe più decidersi.
Partita per chiudere con Herbert, tornò per dir di no all’altro, per richiedere ancora a Herbert di lasciarla andare. Si concluse nella maniera forse più logica, Lisa finì per dimenticare sia Herbert e sia il primo fidanzato.


14-continua

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