mercoledì 31 luglio 2013

L'età dei rimpianti

                                                                                   foto carlozanzi
               

Quando infine si approda all'età dei primi rimpianti, cioè la mia, bisogna essere onesti nel riconoscere le occasioni perdute, ma non così stupidi da accumulare, nell'immobilità timorosa, nuovi fallimenti.

Auguri, Pierfausto




Buon compleanno al mio amico Pierfausto Vedani, decano dei giornalisti varesini, ironico e graffiante, sincero e preciso. 
Un abbraccio da un 'allievo pubblicista'.

Auguri, Luisa

                                                                                               foto carlozanzi



Buon compleanno alla mia amica Luisa Oprandi. Ci siamo conosciuti nel 1989, quando insieme collaboravamo al settimanale cattolico 'Luce', diretto da don Gilberto Donnini. Ancora la voglio ringraziare per aver celebrato, il 22 settembre 2012, sul pratone della 'tagliata' (foto) il matrimonio di mia figlia Valentina con Umberto. 
Un abbraccio, cara Luisa.

martedì 30 luglio 2013

Il racconto del mercoledì

                                                                 Luino e il lago Maggiore   (foto carlozanzi)


Ecco oggi un raccontino leggero, nuovo di zecca, fresco fresco, un raccontino musicale, volante, succoso di vita.


Terra promessa
di carlozanzi

Mi sveglio con in testa il motivo ‘The Promised Land’ di Bruce Springsteen. Mi sveglio padrone del mondo. Mi alzo, colazione abbondante, passaggio in bagno per il tripudio della liberazione, baci qua e là a chi mi vuole bene, mi vesto e sono in bici, nel sole.
Ho fatto i miei calcoli, il pezzo ‘La terra promessa’ (non quella di Eros, quella di Bruce, che è tutta un’altra cosa) dura quattro minuti, devo farcela in dieci ripetizioni di canzone, cioè in quaranta minuti devo arrivare in cima. Monto in sella, un lieve schiacciamento di testicoli mi procura un dolore modesto, reso ridicolo da quella musica che mi travolge. Parte il suono e parto anch’io, subito a tutta. Sbuffo e pedalo, pedalo e sbuffo. Nelle mie orecchie pulsa quel ritmo, pennellate sulle corde delle chitarre, rombi di batteria, tasti folli di pianoforte ma quando Bruce attacca con l’armonica sento la vita che frigge. Mulino le gambe, quattro minuti, rischiaccio, si riparte e sono già nella salita dura ma non la avverto, la musica è il mio motore. Ne sorpasso un paio in mountainbike, mi sembrano appiccicati all’asfalto. Saluto a braccio levato un ciclista in discesa e urlo ‘ciao!’, non lo conosco ma tutto mi è simpatico, anche uno stronzo di cane che evito. Mi sento in forze oltremisura e allora ne incontro un altro sul mio cammino, gli faccio: “Vuoi una mano?” e lui giustamente non capisce e allora mi rendo più esplicito: “Dai, facciamo come faceva mio padre in salita quando ero un bambino” e lo spingo in avanti, pigiando sulla sua schiena. Parte a razzo, un po’ sbanda e mi guarda con occhi inquieti. “Ma che cazzo stai facendo?” mi dice ma io non mi dò pace e via con un’altra spinta, e quello va in avanti poi fa cenno di fermarsi, minaccioso,  e allora capisco che lui non ha Bruce nelle orecchie quindi lo saluto e proseguo. Alla quinta ripetizione sono già al bivio, oltre metà strada: ce la farò. Saluto uno scoiattolo che mi taglia la strada, non sento il versaccio dei corvi ma so che lo apprezzerei, altri sorpassi e saluti e quell’armonica di Bruce, musica celestiale. Il ritmo mi guida, le note mi accarezzano, non ho fame non ho sete non sono stanco, la bici scivola sull’asfalto rosicchiato dall’inverno e dalle piogge di primavera, evito buche, salgo sui pedali e penso a Marco il Pirata, esaltato come me quando li salutava tutti e mostrava il suo culo secco che ballava nell’aria del Tour e del Giro. Nove volte finite, ne manca solo una ma ce la faccio, ho già passato la Pensione Irma, in duecentoquaranta secondi arrivo al cannoncino, sotto i quaranta, un’impresa grazie a quella musica che pulsa col mio cuore festoso. Ultimi tornanti, il sax, diomio che sax, e l’armonica, miodio che armonica, vado a destra, ultima curva a sinistra, la cima, la piazzetta nel sole e nel vento, il cannoncino, le due panche in pietra…ma la terra promessa, come canta Bruce, non è lì. Non mi posso accontentare, oggi. Così pedalo e pedalo e pedalo, oltre le rocce, fra le braccia di un volo che mi porterà altrove.
Viaggio nell’aria sopra la Valcuvia, il Margorabbia, rimetto ‘The Promised Land’ e veleggio sopra Luino, vorrei ‘allagare’ sul Maggiore ma in un attimo sono in Piemonte e il Rosa all’orizzonte mi chiama: “Vieni, ragazzo mio!”

E io arrivo.



Simon, un grande uomo




Questo pomeriggio ho visto un bellissimo documentario su Simon Wiesenthal, ebreo classe 1908, sopravvissuto ai lager nazisti, che dal 1945 al 2005 ha vissuto solo ed esclusivamente per consegnare all'umana giustizia i criminali nazisti, per i quali era un incubo vivente. Li ha scovati ovunque, soprattutto nel Nord e Sud America. Un grande uomo, che ha patito moltissimo prima, soprattutto dal 1935 al 1945, e anche dopo, perché non sempre è stato capito, e nella sua Austria spesso anche osteggiato. 
Amo molto questi documentari: mi fanno bene. Vedere questi personaggi retti da una fede incrollabile, capaci di sacrificare una vita per un ideale da un lato mi porta a ridimensionare (un salutare bagno di umiltà) il mio povero fare, e dall'altro mi regala una grande carica.  

Non è che una delle tante domande



Concordo pienamente con una mia carissima amica, diciamo pure la più cara, che diceva ciò in merito alle recenti 'aperture' di Papa Francesco sui gay, sulle donne nella Chiesa eccetera: "Ma se la Chiesa è la depositaria della Verità, perché si ha la sensazione che arrivi sempre dopo e non prima?"
Questa non è che una delle tante domande senza risposta, perché in fondo la vita è saltellare da un punto interrogativo all'altro, la curva del punto panciuto si piega come una molla e ti spinge verso la successiva domanda.

Il mio paradiso

                                                                                              foto carlozanzi

Due immagini per dire grazie al mio paradiso, la mia città, Varese. Nella foto in alto (che rubo all'amico Giampaolo Ermolli) la mia chiesa di Sant'Ambrogio, suppongo negli anni Venti, con il tram e sullo sfondo il Sacro Monte e il Campo dei Fiori. Nella foto sotto, scattata stamani, vediamo la XIV Cappella, appena sotto il campanile dell'antica parrocchiale di S.Ambrogio e, proprio al limitare della foto, il centro città e il campanile del Bernascone.


...e proprio c'è da morire

                                                                           foto autoscatto canon sx40hs power shot




....Per parte mia ho invece espresso un desiderio: se proprio c'è da morire (e proprio c'è da morire) che almeno sia come piace a me. E cioè così. Supino, sul duro di una delle due panchine in pietra, poste a vedetta della piana lombarda, insieme ad un obice da 75/13 demilitarizzato, a due bombe e ad una lapide sul piazzale-eliporto di una delle cime del Campo dei Fiori, che ho battezzato 'del cannoncino'. Sotto la nuca le mani, o tutt'al più il caschetto da corridore ciclista, quale mi definisco: ciclista non professionista. Perché sul duro giaciglio devo arrivare in bicicletta, dopo oltre nove chilometri di salita, percorsi possibilmente sotto i cinquanta minuti, partendo dal rione di Sant'Ambrogio Olona.....

(dal racconto 'Settembre'  di Carlo Zanzi)

lunedì 29 luglio 2013

Dall'Antares all'Acer


Finita la terza media, nell'estate del 1970, mia mamma Ines mi mandò ad un corso di dattilografia, presso una non più giovane e grassa signora in via San Martino, a Varese. Diceva mia mamma: "Non si può mai sapere, meglio saper fare una cosa in più che una in meno." Sapevo scrivere con tutte e dieci le dita. Poi la mia famiglia comprò una piccola macchina da scrivere Antares (tipo quelle nella foto in alto), sottomarca della mitica Olivetti Lettera 32. E lì scrissi le mie prime cose, sempre però prima a mano e poi a macchina. A metà anni Ottanta, già sposato, comprai una Olivetti Lettera non ricordo il numero. Quindi, agli inizi degli anni Novanta, uno fra i primissimi  pc portatili. E allora imparai a scrivere direttamente sulla tastiera. Oggi uso un Acer Aspire 5755G....butto via un sacco di tempo, ma il tempo utilizzato per raggiungere la gloria non è mai mal speso!

Una sera non foscoliana

                                                                                    foto carlozanzi

Il cancello in ferro battuto di Villa Toeplitz e le foglie dei platani di via Vico riflettevano verso le diciannove una sera varesina niente affatto foscoliana. Nessuna immagine della 'fatal quiete', ma la luce era d'alba più che di tramonto, di vita e non di morte.

Un ottimo settimanale online

                                                                                             foto carlozanzi



Da qualche tempo e per varie ragioni (inclusa la pigrizia) non collaboro con rmfonline.it, settimanale online che ho visto nascere ed ingigantirsi. Oggi sento la necessità di parlarne bene e di propagandarne la lettura perché se lo merita. In questa mia foto delle origini di rmfonline vediamo, fra gli altri, la compianta direttrice Alma Pizzi, l'attuale direttore Max Lodi, l'editore Padre Gianni Terruzzi e poi i senatori Pierfausto Vedani e Gaspare Morgione, Gipi Cottini, Alberto Pedroli, Maniglio Botti, Ovidio Cazzola e tanti altri.
Buona avvenuta, rmfonline..io non scrivo (per ora) ma vi seguo...

Una logica che mi sfugge


Metto insieme immagini degli ultimi giorni e non capisco. La logica mi sfugge. Il mistero si infittisce. A Rio il trionfo di Papa Francesco e dei giovani, speranza di una Chiesa cattolica che pare in salute. Ciò mi rallegra, soprattutto sono felice per questa idealità giovanile. Poi sento alla Messa, alla Brunella, che dal primo settembre non ci saranno più i frati perché i francescani, causa calo continuo di vocazioni, sono costretti a chiudere molti conventi. E poi sento di due disastri, il treno di Santiago de Compostela e il bus di Avellino: strage di pellegrini, gli uni che andavano a pregare San Giacomo, gli altri di ritorno dal santuario di Loreto: 80 morti di qua, 40 di là. Senza contare i feriti. Immane sofferenza. San Giacomo dormiva? La Madonna non ha ascoltato le preghiere. E Dio? 
Quante volte, alla mia età, mi sono posto la domanda: e Dio?
Il fatto che io ancora conservi una seppur traballante fede è davvero un miracolo.

domenica 28 luglio 2013

Santa Marta

                                                                                              foto carlozanzi




Buon onomastico, cara Marta.  Un abbraccio    ziocarlo

Il sorriso di Carmela




Buon compleanno, cara Carmela. Il tuo sorriso ci rallegra. 

Ma Gino, te ne sei andato senza dirmi nulla?



Ieri pensavo allo scrittore Gino Montesanto, uno fra gli autori più noti degli anni Sessanta e Settanta, soprattutto in ambito cristiano. Lo avevo conosciuto agli inizi degli anni Novanta, quando Gino faceva parte della Giuria del Premio Chiara, insieme a Raffaele Nigro, a Fernanda Pivano, ad altri. Gli avevo fatto leggere le bozze del mio romanzo (poi diventato racconto lungo) 'L'ultimo nemico' e lui mi aveva preso in simpatia. Riconosceva in me potenzialità di narratore, e come lui parlavo di Dio senza tralasciare i dubbi. Mi regalò utili consigli, ci scrivemmo per un po'. Mi fece avere il suo ultimo romanzo, 'Sottovento' (del 2002), lo intervistai per La Prealpina. Stava a Roma, d'estate nella sua Romagna. Da anni non lo sentivo più. Poi vado su Wikipedia e leggo che se n'era andato nel luglio del 2009. Così ho sentito il bisogno di ricordarlo e di ringraziarlo, a 4 anni di distanza dalla sua morte.  E lo voglio abbracciare con una sua frase, che condivido:
"Mi capita spesso di sentire l'inutilità dello scrivere, ma poi mi accorgo che nonostante i dubbi non so fare altro di meglio. Scrivere diventa una necessità segreta, o un vizio a cui non so sottrarmi, un modo per esprimermi di cui non so privarmi."
Gino Montesanto

Ciao, amico mio...e grazie

La mia Africa

Carissimi amici,


anche la mia terza prima volta in Burundi è terminata.
Una settimana piena in cui abbiamo toccato con mano il "nostro" ponte di Kaziga interamente ristrutturato, visto indossare le "nostre" magliette Provincia di Varese, AVIS, Gruppi Alpini Varese, Mornago e Gavirate, dedicate al gruppo dei donatori di sangue dell'ospedale di Mutoyi e partecipato all'inaugurazione della nuova scuola di Bugenyuzi targata Cimberio s.p.a. Consorzio Varese nel Cuore per la quale anche noi SESTERO grazie a tanti di voi abbiamo dato un contribuito. Inoltre, per verificare il corretto uso delle bilancine per i prelievi donate dall'AVIS Lombardia abbiamo donato il sangue e durante la cerimonia del taglio del nastro della scuola è stato distribuito il materiale didattico donato dal Rotaract Varese Verbano e dal Rotary Varese Ceresio. Senza dimenticare il "vecchio amico" impianto per la produzione dell'ossigeno (SESTERO 2011) che permette all'ospedale di Mutoyi di essere l'unico produttore di ossigeno privato del Burundi. Inviandovi alcune immagini spero di darvi almeno l'idea di quanto abbiamo vissuto grazie all'ospitalità del VISPE e dei loro splendidi religiosi e laici, operatori e volontari. 
Curiosando qua e là, nell'ospedale  abbiamo trovato un locale vuoto dove i nostri amici Paola e Daniele vorrebbero attrezzare una palestra di rieducazione e riabilitazione. Grazie ad alcuni amici abbiamo già trovato qualcosa: panche, cyclette e tapis roulant…
"c'era una volta, il cantastorie dirà e un'altra favola comincerà"
W tutti!

roberto bof

E IO AGGIUNGO: IL MITICO BOF!



Il senso della vita 12

                                                                                           foto carlozanzi



Per tutti arriva il tempo del dolore, della prova, del soffrire. Più la prova è dura, più la sensazione che la vita non abbia alcun senso prevale. La vita diventa un dramma, una gravosa eredità, un viaggio da portare a compimento con grande fatica. E il dolore cancella completamente il bello che si è vissuto. Via, scompare, lo si dimentica: la felicità non ha mai fatto parte del nostro destino. So che è così, l'ho già sperimentato. E ancora lo sperimenterò. Bisognerebbe non dimenticarsi mai della felicità vissuta, perché facendo i conti di una vita non possiamo non sommarla, assolvendo (almeno in parte) chi ci ha messo al mondo e Chi, ancor prima, ha pensato a questa incredibile avventura.

Ritorno in Val Gardena

                                                          da destra: Sasso Lungo, Cinque Dita, Cima di Ponente (foto carlozanzi)



Dal 3 al 10 agosto sarò in vacanza a Santa Cristina, in Val Gardena. Quello spazio di paradiso di dolomia, prati, boschi e cielo che va dalla Val Gardena a San Martino di Castrozza, che comprende fra l'altro Sasso Lungo, Sasso Piatto, Odle, Sella, Catinaccio, Marmolada, Cimon della Pala, Cima Vezzana eccetera, a partire dal 1968, con accelerazione in positivo dal 1974, è entrato con stupore (mio) nella mia vita. Non tornavo a soggiornare in un albergo in Val Gardena dal 1982, anche se quei luoghi li ho rivisti più volte anche dopo. L'ultima volta due anni fa (foto), ma solo per tre giorni.
Naturalmente porterò con me la bici. 

sabato 27 luglio 2013

Il senso della vita 11

                                                                                                foto carlozanzi


La vita non mi nega spazi di felicità: per questo continuo a considerarla sensata. Cosa mi rende felice? Sarebbe lungo l'elenco. Dirò solo che la mia felicità spesso dipende dagli altri, in particolare dalle persone che più mi sono vicine. Sicché si può affermare che la mia felicità è una felicità condizionata. Perché la 'grande dimenticanza' (ne parlavo ieri) non sempre è possibile. E il nostro 'necessario egoismo' non regge, di fronte agli affetti più cari.


Vittorio...e Piero?


Ieri sera ho apprezzato il programma, andato in onda su RaiCinque, dedicato a Vittorio Sereni, poeta, in occasione dei 100 anni della sua nascita. Il nostro vate Silvio Raffo l'ha fatta da padrone, con riprese a Luino e al Teatrino Santuccio di Varese. Molte le immagini e le parole di Vittorio, tratte da documentari Rai del passato. Ma una cosa mi ha colpito in negativo: non una volta, in oltre 30' di programma, è stato citato Piero Chiara, narratore, amico di Sereni, anche lui del 1913, anche lui di Luino. Come mai? Piero Chiara deve subire ancora una sorta di sudditanza psicologia, di 'senso di inferiorità letteraria' nei confronti dell'amico Vittorio, riconosciuto intellettuale, laureato, uomo di cultura? 

Arnaldo, Piero e Vittorio


Per stare in tema (oggi è il centenario della nascita di Vittorio Sereni) il mio amico poeta Arnaldo Bianchi (foto) mi invia questa mail, gradita, che posto subito sul blog. Naturalmente non sono d'accordo con lui su Chiara e Sereni, ma soprattutto sul reame bianconero!!!! Forza Inter!!!!



Caro Carlo per quanto riguarda Chiara e Sereni non ci troviamo in sintonia.
Preferisco di gran lunga Sereni a Chiara e dico questo non perchè uno è poeta e l'altro prevalentemente narratore
sai che apprezzo la narrativa e leggo molta prosa.
Ti trascrivo qui due brevi poesie Di Sereni

TERRAZZA

Improvvisa ci coglie la sera
Più non sai dove il lago finisca;
un murmure soltanto
sfiora la nostra vita
sotto una pensile terrazza.
Siamo tutti sospesi
a un tacito evento questa sera
entro quel raggio di torpediniera
che ci scruta poi gira se ne va.

e poi quest'altra poesia del 1935, dove si parla di "reame bianconero"
che, come tu ben sai, ancora continua e, per molti anni, ancora continuerà.

DOMENICA SPORTIVA

Il verde è sommerso in nerazzurri.
Ma le zebre venute di Piemonte
sormontano riscosse a un hallalì
squillato dietro barriere di folla.
Ne fanno un reame bianconero.
La passione fiorisce fazzoletti
di colore sui petti delle donne.
Giro di meriggio canoro,
ti spezza un trillo estremo.
A porte chiuse sei silenzio d'echi
nella pioggia che tutto cancella.

Ciao Arnado

Una bottiglia al fresco



Se già non l'avete, prendete la buona abitudine di tenere sempre al fresco, in frigo, una bottiglia di spumante. Le occasioni per stappare possono arrivare inattese. E se non arrivano...si inventano. 
La creatività salverà il mondo!

La psicologia al servizio degli adolescenti di Varese

                                                                                            foto valentina zanzi



Da ultracinquantenne affacciato pericolosamente sul baratro dei sessanta, darei questo consiglio agli adolescenti: coraggio. Meno spavalderia sbruffona a parole e più gesti concreti, naturalmente non gesti insensati e pericolosi per sé e per gli altri, ma gesti utili. E più coraggio verso l'altro sesso.
Questo è un parere non qualificato. Per pareri molto più professionali, oggi a Varese abbiamo una realtà competente, aperta ad adolescenti e genitori.
Info: vareseadolescenti.wordpress.com

Il senso della vita 10

                                                                                                 foto carlozanzi



Ribadisco: la mia vita ha un senso perché non sono negati spazi di felicità. E quando una persona è felice vuole vivere, è riconoscente verso la vita, la ritiene sensata. Ad una condizione essenziale: utilizzare ciò che io chiamo 'la grande dimenticanza' o 'l'egoismo necessario'. Ogni felicità individuale è possibile solo 'dimenticando' le indicibili sofferenze e i drammi che, nell'attimo della nostra gioia, fanno lacrimare il mondo.

Fra Luino e Bocca di Magra


Due momenti per ricordare il poeta Vittorio Sereni (foto in alto), a 100 anni dalla nascita. A Luino regata velica in suo onore, e poi momento culturale stasera, con il sommo vate varesino Silvio Raffo. Ricordo poi stasera ul programma sulla Rai, ore 22.30 (non ricordo quale Rai), su Sereni. A Bocca di Magra, invece, il mio amico fotografo Carlo Meazza presenterà il suo ultimo libro, proprio dedicato a Vittorio. Titolo: 'Un posto di vacanza-Luoghi di una poesia'.

Mario secondo Carlo

                                                                                    foto carlo meazza


Vi invito a leggere su www.rmfonline.it il bel pezzo del mio amico Carlo Meazza sul fotografo varesino Mario Broggini (in foto), morto di recente. 

venerdì 26 luglio 2013

I 100 anni di Vittorio



Il 27 luglio del 1913 nasceva a Luino, sul lago Maggiore, Vittorio Sereni, poeta. Dirò subito che preferisco la prosa alla poesia, e quindi preferisco Chiara a Sereni, Piero Chiara che nacque anche lui nel 1913 a Luino. Quando penso a Sereni penso soprattutto alla fortuna che ha avuto Piero Chiara ad averlo come amico. Sereni lavorava infatti alla Mondadori, era lui che sceglieva quali libri pubblicare, quindi aiutò l'amico Piero nel suo cammino letterario. Avessi anch'io un amico poeta (che so, ad esempio il mio amico Arnaldo Bianchi) selezionatore di una casa editrice importante, magari...Ma a parte ciò, le poesie di Sereni (per quel poco che le conosco) sono complesse, non di immediata comprensione. Ne sceglierò una per ricordarlo, scritta nel 1940, quando il 27enne Vittorio si vide costretto a vivere l'esperienza di una tragica guerra mondiale, il che significò per lui la brutale fine della giovinezza.


PERIFERIA 1940

La giovinezza è tutta nella luce
d'una città al tramonto
dove straziato ed esule ogni suono
si spicca dal brusio.

E tu mia vita salvati se puoi
serba te stessa al futuro
passante e quelle parvenze sui ponti
nel baleno dei fari.

Vittorio Sereni  (dalla raccolta DIARIO D'ALGERIA)

Non mi portare


Non mi portare altra malinconia
ne ho già d'avanzo
scusami se ti incalzo
amante mogia della vita mia.

Lascia ante la soglia gli occhi pesti
svesti la delusione
è l'occasione
che un dolce sorriso si ridesti.


Accadde...un anno fa

Domenica 29 luglio 2012 – sereno, molto caldo

Lunedì 30 luglio 2012 – variabile, sereno, caldo

Martedì 31 luglio 2012 – coperto, poca pioggia, via via sereno
La Guardia di Finanza di Gallarate ha scoperto 10 mila capi falsi, pronti ad invadere il mercato fra Varese e Milano. La merce è stata trovata in depositi tra Turbigo, Induno Olona e Varese. Buona parte di questi vestiti verrà donata ad associazioni di volontariato.


AGOSTO 2012

Mercoledì 1 agosto 2012 – sereno, caldo
Tradizionale sagra di Sant’Eusebio, con i fuochi pirotecnici in serata. Continua il caldo, da tempo non piove e il livello dei laghi comincia ad abbassarsi.

L'ippocastano del Tribunale (vestito)

                                                                                       foto carlozanzi


Come avevo promesso il 17 febbraio, quando scattai la foto (in alto) del nudo ippocastano del Tribunale, sono tornato in estate a fotografarlo vestito. E' alto più di 30 metri, le sue castagne matte venivano date in pasto ai cavalli (da qui il nome) e ancora una volta ringrazio gli amici Daniele Zanzi e Carlo Meazza che con il loro libro 'Alberi & Varese' hanno incrementato la mia curiosità verso il mondo vegetale della mia città.

Il senso della vita 9

                                                                                               foto carlozanzi



Ci ho pensato un po'. Veramente ci penso da una cinquantina d'anni. E sono ancora piuttosto confuso. Non mi azzardo ad indicare un senso della vita che possa andare bene per tutti. Capisco che quanto dirò non è universale, perché a talune vite mi pare negato, per una misteriosa ingiustizia. Parlo egoisticamente per me. Riesco a dare un senso alla mia vita (sto parlando di un senso reale e non ideale) perché non mi preclude l'accesso ad esperienze di felicità. La ricerca della felicità, in ogni momento, e il suo raggiungimento (non sempre, è chiaro) è ciò che mi fa dire: "Vale la pena vivere, perché si può essere felici." 

giovedì 25 luglio 2013

Varese adolescenti

                                                                                              foto valentina zanzi



Ripensavo alla mia adolescenza, ormai lontana: un periodo di indecisione, di alti e bassi, di grandi sogni e di poco coraggio......Poi si cresce, e oggi posso dire..di essere più o meno a quel punto.
Ma allora a Varese non c'era ciò che abbiamo oggi, cioè un servizio per adolescenti e genitori
per info: vareseadolescenti.wordpress.com

Festival di musica dello Spirito



La Piedmont Brothers Band, in particolare mio fratello Marco, ha in animo di organizzare a Varese un Festival di musica diciamo ‘spirituale’. A seguire l’esatto pensiero della PBB al riguardo
"Un Festival dedicato alla musica che viene dallo Spirito attraverso il cuore e che al cuore ed allo Spirito delle persone poi ritorna. Una opportunità unica di ascoltare grande musica e grandi storie, di riconciliarsi con la Bellezza della vita e apprezzarla fino in fondo, ma anche una occasione per imparare ad affrontarne le sofferenze con fede, coraggio e speranza."

Questa idea ha bisogno di molte braccia operative, e soprattutto di una certa somma. La PBB cerca sponsor, persone che hanno a cuore il progetto e pensano di poter dare un contributo.

Ne riparleremo. Intanto cominciate a pensarci.

Il senso della vita 8

                                                                                    foto carlozanzi



Detto del senso della mia vita 'ideale', che dire di quello 'concreto'? Terraterra? Reale? C'è un filo conduttore in ogni mia azione (o almeno nella maggior parte) oppure è un vivere davvero alla giornata, momento per momento, senza un criterio? Un indirizzo? Una priorità? Una metà?
Ci devo pensare. 

Ines e Mario: sessant'anni di nozze



E sì, sarebbero stati sessant'anni di nozze oggi per i miei genitori Ines e Mario. Era il 25 luglio del 1953, un sabato, mia mamma aveva 25 anni, mio papà 27. Matrimonio nella chiesetta di Fogliaro, veloce rinfresco nel giardino della Villa accanto alla chiesa, partenza per Ortisei. Il giorno dopo, Messa di Sant'Anna a Ortisei e salita sull'Alpe di Siusi, Hotel Floralpina. Ci sarebbero tornati, con i loro quattro figli, 15 anni dopo, nel 1968: un viaggio epico. E poi ancora nel 1978, per il 25°, e altre volte, sino a quel disgraziato 19 agosto del 1984. Ma lasciamo perdere. Oggi si festeggia: auguri!

mercoledì 24 luglio 2013

Sabrina e Damiano

                                                                      foto marco giovannelli (suppongo)



Ma bene! Felicitazioni al mio amico Damiano Franzetti, giornalista sportivo di varesenews, oggi sposo, e alla sua amata Sabrina. Ecco, anch'io ho una foto, durante le mie nozze, molti anni fa, con gli occhi chiusi, ispirato come Damiano. Evviva!!!!

Grande Irène


Irène Nemirovsky: ecco una scrittrice! Dopo Suite francese, ho finito di leggere IL BALLO, un racconto lungo (o romanzo breve) che è un piccolo capolavoro. Irene è nata per scrivere, se si pensa che IL BALLO è stato scritto a soli 25 anni! Non so come ringraziare le due figlie, che hanno portato in giro per il mondo (fuggendo alla pazzia della guerra) una grande valigia piena dei manoscritti della madre, permettendoci di conoscerla dopo morta, anche se Irene era famosa in Francia già da viva. 
Irene ha vissuto troppo poco, per fortuna ha scritto molto. Ecco le tappe:
1903, 11 febbraio, Kiev, Ucraina: nascita
1913: trasferimento a San Pietroburgo
1918, gennaio: fuga dalla Rivoluzione russa. Soggiorno in Finlandia, poi a Stoccolma
1919, luglio: trasferimento in Francia
1942, 13 luglio: arresto
1942, 16 luglio: deportazione
1942, 17 agosto, Auschwitz, Polonia: morte

Nuovo cd della Piedmont!!!!!

                                                                        Copertina PBB 4 - Foto ©Mike Gallival

"BACK TO THE COUNTRY" - lista ufficiale dei brani e dei compositori

1- Back To The Country (Marco Zanzi) 2- The Dark Stranger (Ray O’Neill / Marco Zanzi) 3- And Settlin’ Down (Richie Furay) 4- Little Star (Marco Zanzi / Katherine Walczyk) 5- In My Own Small Way (Rick Roberts) 6- The Road (Mike Gallivan / Marco Zanzi) 7- A True Aching Heart / Ceci’s Jig (Marco Zanzi) 8- Colorado (Rick Roberts) 9- All Is Not Lost (How Sad But True) (Ron Martin / Rita De Cillis) 10-Carolina Star (Hugh Moffat) 11-Snowflakes (Marco Zanzi) 12-Waiting On A Train (Ron Martin) 13-Little Annie (Traditional)

- Produzione: Marco Zanzi - Produzione Esecutiva: Marco Zanzi, Mike Gallivan, Vivian Canu and James R. Gallivan - Menzione Speciale: Bob Walll, Dennis J Whelan, Francesco Frugiuele, Stephen A Love, John Conway, Van Carara and Luca Guenna - Grafica: Ray O'Neill (Honcho Production) and Steven Barton - Fotografia di copertina: Mike Gallivan

Il CD sarà spedito dall’Italia e dagli Stati Uniti non appena disponibile, ma è possibile ordinarlo fin d’ora mandando una richiesta via email a questo indirizzo o contattandomi/ci di persona:

info@piedmontbrothersband.com

Offerta speciale per chi ordina ora!

13 € inclusa la spedizione (senza il Box di plastica) o consegna a mano (con il BOX di plastica). Incluso nell’offerta c’è l’invio via email di un codice per scaricare il CD "Rarities" e un MP3 in anteprima ("And Settlin' Down" con Richie Furay) tratto dal nuovo Album in uscita. Quando sarà ufficialmente prodotto e stampatoil CD costerà 15€ e non sarà più incluso nessun codice di download. I pagamenti possono essere effettuati via Paypal o concordati direttamente. Il copdice e la traccia in anteprima saranno inviati immediatamente via email, mentre il CD fisico sarà spedito appena pronto (Cioè presumibilmente entro la fine di Settembre 2013 o immediatamente dopo). Chi tra voi avesse ordinate il CD tramite la campagna su Kickstarter, può richiedere immediamente l’invio della traccia in anteprima e riceverà il CD fisico prima di tutti gli altri.

Ospiti annunciati del PBB4 sono: GENE PARSONS, RICK ROBERTS, BUDDY CAGE, STEPHEN A. LOVE, PATRICK SHANAHAN, SCOTT SELLEN e naturalmente RICHIE FURAY e JESSE FURAY LYNCH come si può vedere dai crediti qui sotto aggiunti anche per stuzzicare il vostro appetito! J

GRAZIE DEL VOSTRO SUPPORTO: come potete immaginare I costi legati all’uscita di un nuovo lavoro (Stampa, SIAE, Costi di Studio, Musicisti ....) non sono pochi e noi ABBIAMO BISOGNO del vostro prezioso aiuto per continuare a produrre la buona musica indipendente che voi così tanto dimostrate di apprezzare.

Un abbraccio

Marco /PBB

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AND SETTLIN' DOWN
Richie Furay

Richie Furay: Lead Vocals
Jesse Furay Lynch: Duet & Harmony Vocals
Marco Zanzi: Banjo, Mandolin & Harmony Vocals
Courtney Burroughs Rorrer: Fiddle
Doug Rorrer: Acoustic Guitar
Francesco Comolli: Lead Acoustic Guitar
Mike Gallivan: Bass
Franco Svanoni: Drums

© Little Dickens Music (ASCAP)

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IN MY OWN SMALL WAY
Rick Roberts

Ron Martin: Lead Vocals
Katherine Walczyck: Duet Vocals
Cecilia Zanzi: Harmony Vocals
Marco Zanzi: Banjo, Mandolin, Acoustic Guitars, Rickenbacker 12-String Electric Guitar, Drums programming
Mike Gallivan: Bass

© SILVER WING SONGS (BMI)

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LITTLE STAR
Marco Zanzi / Katherine Walczyk

Katherine Walczyk: Lead Vocals
Cecilia Zanzi: Duet and Harmony Vocals
Marco Zanzi: Mandolin, Acoustic Guitars, Harmony Vocals
Lorenzo Definti: Piano
Stefano Dall'Ora: Upright Bass
Marcello Colò: Percussion

©2013 SUISA


martedì 23 luglio 2013

Il senso della vita 7

                                                                                 foto carlozanzi


Sì, per me la preghiera non è obbligo ma bisogno, non precetto ma esigenza, è 'comoda' strada per arrivare dove non sarei in grado di arrivare, è riflessione che può condurre all'azione, è lo spazio del grazie e della richiesta continua di senso, parte al mattino e si spegne nella notte, quando finalmente il corpo nel sonno trova la pace della dimenticanza.  

Natale nel 'Pretore'

                                                                   foto valentina zanzi



Ci sarà anche il mio amico poeta dialettale Natale Gorini nel cast del film 'Il pretore' (tratto dal romanzo di Piero Chiara, 'Il pretore di Cuvio'), ai primi ciak in questi giorni. Non dimentichiamo che Natale non è solo poeta, ma brillante attore nella Compagnia teatrale della Famiglia Bosina. 

Auguri, Gabriella



Buon compleanno alla mia collega di Casciago Gabriella: come dimenticare i suoi laboratori di pittura su ceramica? Un abbraccio

Il racconto del mercoledì

                                                                              foto carlozanzi



Questo racconto è già stato pubblicato sul mio libro 'Valzer par Varès' (2013 Pietro Macchione editore, disponibile nelle librerie varesine), ma nel libro manca l'immagine del luogo del tuffo, che invece potete vedere qui. Allora, metà anni Sessanta, c'erano meno auto e la siepe era molto più rigogliosa: non sarebbe stato possibile il tuffo. Oggi è tutto più disadorno, triste, ridotto nelle dimensioni. Quando si ricorda la nostra giovinezza, quel mondo ci appare colorato, intatto, alto da scalare, accogliente nell'atterraggio.



Il tuffo
di carlozanzi

M’arrampico sopra la colonnina di cemento, alta più di me. E’ un pomeriggio di maggio, il giorno non lo so, so che frequento la terza elementare. Fa caldo, sono sudato eccitato. Impaurito. Salgo sul muretto e da lì m’arrampico sulla colonna quadrata, che in alto s’allarga in una specie di piattaforma. Il mio amico Luciano mi ha lanciato la sfida. E’ salito e ce l’ha fatta. Ora tocca a me. Nel tentare la scalata al blocco di cemento mi scivolano i piedi (calzo dei sandali con due buchi davanti, quattro occhi che mi guardano), striscio e torno giù in basso, mi sbuccio le ginocchia. Potrei mollare. Ma non mollo. Mi sputo sulle mani, mi passo le ginocchia ferite, strisciate rosse di poco sangue. Non è nulla. Si riparte.
Luciano si è rimesso in ordine la maglietta, Marco e Roberto forse fanno il tifo per me. Ora sono in cima, mi metto in piedi, mi gira la testa ma per pochi attimi. Dietro a me il vuoto, sul fianco destro la strada, sul fianco sinistro il cortile, davanti il mare verde della siepe, piccole foglie verdescuro al culmine di rametti rigidi, appuntiti. Più che un mare è un fiume, una stretta piscina. Io sono in piedi sul rigido trampolino che dovrà provare il mio coraggio. Un coraggio da terza elementare. Un coraggio irresponsabile e timoroso. So che mia madre non approverebbe, mio padre mi sgriderebbe ma con meno violenza. Mio padre capirebbe, almeno penso. Ma loro non ci sono, uno è al lavoro, l’altra è in casa e si fida di me. Non so, forse si fida o deve fidarsi per forza, non ha tempo né voglia di verificare il mio comportamento, sta annegando dentro una famiglia di tanti figli. Sta sudando dentro una vita che probabilmente immaginava diversa. Non so, non sono affari miei. A me spetta la prova, ora che mi sono arrampicato sin lassù e sei occhi mi guardano. Otto, perché anche i miei mi osservano.
Luciano dice: “Allora?” Roberto si sta grattando il pisello, Marco si mette la mano a visiera per ripararsi dal sole di maggio, convinto e brillante. Marco è il più piccolo del gruppo, credo che il suo cuore stia battendo forte almeno quanto il mio. O di più. Ma il mio si vede oltre la camicetta sporca, con due buchi e tanti piccoli elefanti marroni che camminano su un prato giallo. Ho paura di trafiggermi gli occhi (però basta che li chiuda), di graffiarmi la faccia (al che la mamma prima, il papà poi mi ‘graffierebbero’ ancora), ho paura di cadere oltre il materasso della siepe, di finire in strada o sui sassi tondi e lisci del cortile. Ho paura che mi sfottano. Sono il più vecchio dei quattro. Di pochi giorni, ma Luciano è più giovane di me e ora mi guarda con due occhi vigliacchi. Lui può solo vincere. Al massimo pareggiare. Io sono ancora all’inizio dell’avventura. Durerà un secondo, due, ma i piedi li devo staccare. Devo affrontare il vuoto. Devo volare. Non l’ho mai fatto da quella torre alta due metri. Luciano ce l’ha fatta. Non credevo fosse così in gamba. Il suo coraggio mi ha messo nei guai. Il suo gesto mi obbliga a seguirlo. Ci vuole un eroe per diventare eroi. Il quartiere lo saprà, nel bene e nel male. Il quartiere non può farsi beffe di me. E allora capisco che il pensiero mi sta tradendo. Più ci penso più il coraggio si nasconde, come una femminuccia che si ripara gli occhi da uno spettacolo sconcio. Il volo richiede dimenticanza.
Non penso più. Mi sbilancio verso la siepe. Mi pento ma non lo posso più fare. O spingo in avanti o cado come un goffo pollo spennacchiato. E allora spingo, allungo le braccia, chiudo gli occhi e mi preparo all’abbraccio pungente. Lancio un mezzo urlo stonato. Sento un crac di legno e di foglie, un lieve bruciore sul viso, alle braccia, alle gambe nude. Sprofondo e riemergo.
Marco batte le mani, Roberto dice “Ora lo faccio anch’io!”, Luciano mi guarda, sorpreso e ferito: “Sono stato più bravo io, perché sono stato il primo” dice “e ti ho smollato la siepe.”
“Non è vero” rispondo felice, “era più morbida quando ti sei tuffato tu. Mi hai fatto il buco.”

Luciano non sa cosa dire, dovrebbe darmi ragione, passa all’attacco: “Prendimi se ci riesci” e parte come il missile Tor. Roberto reclama: “Non guardate anche me?” Ma la sfida è lanciata. Il coraggio l’ho già dimostrato. Ormai nessuno mi ferma.      

Paroleinrilievo



Ho scoperto casualmente che una mia giovane amica, che so lettrice del mio blog, ha aperto un blog già da qualche mese. Si firma: LaMary3 e il blog ha il seguente indirizzo: paroleinrilievo.blogspot.it
Molto bene!
Forte della mia ormai lunga esperienza di blogger, ricordo a LaMary3 la regola aurea di un blog: più foto e meno parole.

Simpatia e antipatia



Anche nel regno animale abbiamo i simpatici e gli antipatici. A me (come a tutti, penso) stanno molto simpatici gli scoiattoli rossi, e molto antipatici i corvi, uccellacci del malaugurio dal verso orrendo che pare campino sino a 70 anni. I corvi insidiano e ammazzano gli scoiattoli. Ne so qualcosa perché nel giardino della Vidoletti abbiamo scoiattoli e corvi, e mi hanno raccontato di scene indescrivibili. Nelle mie ultime salite in bici al Campo dei Fiori ho incontrato, sempre nello stesso punto, per più giorni, un simpatico scoiattolo rosso. Stamani, nello stesso punto, 4 o 5 corvacci ('scurbàtt' diciamo noi in dialetto) presidiavano la zona, minacciando il mio scoiattolo. Avessi avuto in mano una carabina, non avrei avuto dubbi! Cari corvi, prendetevela con pantegane, lumache, vipere e altri animali antipatici!